Commercio e utilizzo dello zafferano

Da pochi chili di bulbi che, i nostri bisnonni coltivavano nei propri orti e che sono stati custoditi/tramandati per generazioni, abbiamo iniziato la nostra produzione.

Confezioni disponibili:

Astuccio da 0,10 gr.

Astuccio da 0,20 gr.

Scrigno da 0,30 gr.

Scrigno da1 gr.

Tutte le confezioni, oltre a contenere zafferano purissimo prodotto nel Parco della Val d’Orcia, sono arricchite di un piccolo librino con le nostre storie e alcune ricette tipiche.

Ideale per l’alta gastronomia in quanto nel processo di essicazione non è contaminato da resine o fumi.

Possibilità, su richiesta, di inserimento all’interno della confezione sistema antitaccheggio.

Per informazioni  e ordini contattaci

In commercio lo zafferano si trova in polvere oppure in stimmi interi.

Comprando gli stimmi filiformi si ha la sicurezza di aver acquistato zafferano purissimo ed è questa la scelta immodificabile di Pura Crocus.

La zafferano “Pura Crocus” viene posto in commercio in stimmi sigillati.

La confezione esterna ne garantisce la protezione dalla luce, un’ulteriore garanzia di qualità ed integrità che abbiamo deciso di prendere affinchè il gusto e il profumo del nostro zafferano arrivino a voi perfettamente intatti, proprio come noi stessi siamo abituati ad assaporarli.

Prima dell’uso, gli stimmi vanno messi a bagno in acqua tiepida o altro liquido. Il nostro zafferano in pistilli per essere valorizzato al massimo può essere utilizzato in due modi:

a) Mettere i pistilli in acqua calda o altro liquido per un’ora abbondante in modo che il colore e l’aroma vengano rilasciati nella loro totalità.

Sia il liquido che gli stimmi possono essere utilizzati per realizzare la ricetta.

b) Posizionare i pistilli da utilizzare sopra  un pezzo di carta da forno e triturare fino a ridurre in polvere. Versare la polvere nella pietanza durante gli ultimi minuti della cottura. Con questo procedimento l’aroma si intensifica.

Miele allo zafferano

Rosso Miele

Sinfonia di emozioni

Elisir di Lunga Vita

Con queste parole – intese anche come sinonimi – si tramanda, anzi si sussurra, nella nostra famiglia, da generazioni, un’antica ricetta. Sembra che l’origine risalga al sedicesimo secolo quando circa seicento famiglie di esuli senesi, dopo un lungo assedio dell’esercito ispano- mediceo si trasferirono a Montalcino. In questa cittadina, conosciuta oggi a livello mondiale soprattutto per il suo vino e precisamente nella sua Fortezza rimase in vita la Repubblica di Siena (1555-1559). A quegli anni terribili, di assedio e carestia, fino alla pace firmata a Cateau Cambrésis fra Spagna e Francia, che sancì la fine della Repubblica di Siena e dell’ultimo baluardo delle libertà repubblicane in Italia, una sorta di leggenda segreta attribuisce la nascita di questa ricetta. Le grandi ristrettezze, la mancanza di cibo, gli enormi sforzi dovuti alla resistenza bellica venivano alleviati (leggermente o miracolosamente) da un composto a base di miele e zafferano.Abbiamo cercato fonti storiche di questa ricetta ma l’esito è stato negativo anche se è documentata la coltivazione dello zafferano nelle terre circostanti la Patria del Brunello in quel periodo storico.

Sicuro è che i nostri nonni e i nonni dei nostri nonni, dopo estenuanti giornate di lavoro, abituati a rifocillarsi con quello che la brava massaia riusciva a trovare nella madia e nel podere – sempre poco sufficiente – amavano terminare il pasto con il rosso miele spalmato sopra una fetta di cacio (nei periodi più fortunati) o di pane nella stragrande maggioranza dei casi.

Il mio nonno la chiamava anche Sinfonia o Elisir “Dai dammi un paio di cucchiai di Sinfonia che oggi un mi’ so’ mai fermato e la nottata è lunga…”.

Nelle serate d’inverno, vicino al camino del podere, c’era sempre qualcuno che raccontava con una certa dose di malizia e anche di

allusioni non troppo velate che, la sera prima di ogni concepimento di tutti i figli, maschi e femmine, della famiglia da generazioni, almeno uno dei due coniugi se non tutti e due si fossero cibati di questo alimento.“SOLO LEGGENDA, FURBERIE, NIENTE DI VERO” controbattevano ridendo le madri presenti.

Questa ricetta non la troverete scritta in antichi testi o in qualche remoto angolo di biblioteca o archivio, vi dovrete fidare della sapienza culinaria raccontataci, tramandata per secoli e della nostra memoria perché anche noi saremo fedeli alla tradizione e alle sue regole!

Con passione, semplicità, modestia e tanto entusiasmo proviamo a portare sulla vostra tavola una Sinfonia di profumi e proprietà che nasce nel cuore della Val d’Orcia da un’antica e segreta ricetta…

Nuovelle Cuisine….

COME USARLO

Sopra una selezione di formaggi

Spalmato su una fetta di pane (indescrivibile se prima di spalmarlo si mescola con del burro fresco)

Sopra la frutta cotta

Sopra un biscotto o un dolce come dessert

Nei dolci con la frutta

Con yogurt al naturale e macedonia di frutta

… e in 100 altri modi

Il cuore rosso della Val d’Orcia

Per ottenere un chilo di prodotto finito occorrono gli stimmi di 120-150.000 fiori. Quindici fiori di zafferano producono mediamente 0,10 grammi di prodotto finito, ovvero 150 fiori per un grammo di questa spezia così speciale.

Colore e aroma

Il colore giallo-oro e l'aroma caratteristici dello zafferano derivano da qualità uniche della pianta.

Tradizione antichissima

La coltivazione e l'uso dello zafferano ha origini antichissime nella storia e nella cultura dell'uomo.

Leggende

Numerose sono le leggende e le storie che raccontano le virtù e le qualità dello zafferano.

Ricette da scoprire

Oggi lo zafferano viene usato sia per la preparazione di ricette tradizionali sia nella cucina contemporanea.

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